Cannabis: la pianta botanica

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Scritto da Studio Casalicchio

December 23, 2025

Esistono tre specie di cannabis che contengono 85 composti terpenofenolici, chiamati cannabinoidi o fitocannabinoidi. I due più abbondanti sono il tetraidrocannabinolo THC il quale risulta essere il principale costituente psicoattivo della cannabis e il cannabidiolo CBD. I cannabinoidi sono presenti nel gambo, nei fiori nei semi e nella resina.

Negli anni 60 aumentò il consumo a scopo ricreativo della mariujana (infiorescenze femminili esiccate) ed CBG (potente agonista del recettore alfa2adrenergico e bloccante per recettore della serotonina 5-HT1A) il cannabicromene CBC e il cannabinolo CBN

Genere, foglie e fiori

Il genere Cannabis appartiene alla famiglia delle Cannabaceae che sono caratterizzate da piante erbacee annuali e dioiche di altezza variabile tra 1,5 fino ad oltre 2 metri, a seconda delle specie o varietà. Presentano una lunga radice a fittone, un fusto eretto e delle escrescenze resinose al di sopra del primo paio di foglie.

Le foglie picciolate sono palmate e sono composte da 5 a 13 lobi lanceolati con punte acuminate; le foglie che si trovano alla base del fusto si presentano le une opposte alle altre, mentre nelle porzioni superiori, in seguito all’inizio della fioritura, tendono a crescere alternate.

Esistono tre specie di cannabis che contengono 85 composti terpenofenolici, chiamati cannabinoidi o fitocannabinoidi. I due più abbondanti sono il tetraidrocannabinolo THC il quale risulta essere il principale costituente psicoattivo della cannabis e il cannabidiolo CBD.

Studio Casalicchio

Tassonomia

La caratteristica dei fiori maschili (staminiferi) è quella di essere riuniti in pannocchie terminali: ciascuna presenta 5 tepali fusi alla base e 5 stami, sono di color bianco-giallognolo e giunti a maturazione rilasciano il polline. Al contrario, i fiori femminili (pistilliferi) sono invece riuniti in gruppi di 2-6 e formano piccole spighe, portanto il seme e sono composti da un calice contenente un ovulo pendulo e da uno o due pistilli.

Nel calice si trova la più alta concentrazione di resina ed è lì che, in caso di fertilizzazione, comincia a formarsi il seme. Non si trovano molti individui ermafroditi che presentano entrambe le infiorescenze. Le piante si impollinano grazie al vento ed il il seme germina in primavera mentre la pianta fiorisce in estate inoltrata. I frutti li ritroviamo nella stagione autunnale, costituiti da acheni duri e globosi che contengono il seme.

Sono i metaboliti a caratterizzare le varietà della pianta. Distinguiamo infatti il chemiotipo CBD, destinato a usi agroindustriali e terapeutici ed il chemiotipo THC da cui si ricavano psicoattivi estratti principalmente dalle inflorescenze femminili.

La tassonomia ufficiale suddivide questo genere in tre specie:

  • Cannabis sativa, alta fino a tre metri e dalla forma piramidale; è tipica di ambienti caldi come il Sudafrica, Marocco ed America centro-meridionale;
  • Cannabis indica, più bassa e con un maggior numero di rami e foglie; acclimatata ad ambienti di montagna caratterizzati da temperature piuttosto rigide come l’Himalaya, l’Afghanistan ed il Nepal;
  • Cannabis ruderalis, alta al massimo mezzo metro e priva di rami, distribuita in Russia: è una pianta molto esile, adatta ad affrontare inverni lunghi.